L’aurora boreale alle isole Lofoten

L’aurora boreale è un particolare fenomeno naturale che avviene  quando particelle elettriche provenienti dal sole vengono spinte a gran velocità dai venti solari nel campo magnetico terrestre e si scontrano con le particelle gassose della nostra atmosfera. Le sfumature di colori, che vanno dal verde al rosa, sono dovute alle diverse tipologie di gas incontrati che, a loro volta, dipendono dall’altezza in cui avviene lo scontro in atmosfera.

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Questo meraviglioso fenomeno è visibile solo oltre una certa latitudine e quindi nei Paesi più a nord del nostro emisfero: Islanda, Groenlandia, Paesi Scandinavi ed Alaska per dirne alcuni.

Tra i vari posti al mondo dove è possibile ammirare l’aurora boreale, uno dei più apprezzati è sicuramente l’arcipelago delle Isole Lofoten, al largo dei fiordi norvegesi. Dichiarate dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, queste isole sono conosciute per le montagne a strapiombo sul mare e per i caratteristici villaggi di pescatori, oltre che per la bellezza del paesaggio naturale.

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Le Lofoten offrono meravigliosi scorci dell’aurora boreale d’inverno, ma anche la possibilità di ammirare il sole di mezzanotte in estate. Sebbene si trovino oltre il circolo polare artico, le temperature invernali sono relativamente miti (questo vuol dire anche arrivare fino a -10°C , ma a quelle latitudini non è ancora niente!) e per questo molti turisti le prediligono ad altre mete. Inoltre è possibile fare anche molte interessanti escursioni di carattere paesaggistico o culturale, che possono affiancare la ricerca dell’aurora boreale.

Praticamente tutti i tour operator prevedono, tra le varie possibilità per ammirare questo fenomeno celeste, anche un viaggio alle Lofoten. Tra tutti, in questo post vi parlo del tour di gruppo organizzato dalla compagnia Terre Polari, che offre interessanti escursioni ed una tipologia particolare di alloggi.

In 3 giorni si visitano le isole Lofoten e le vicine Vesteralen, con partenza da queste ultime. Il primo giorno è prevista la visita ad una fattoria Sami (popolo Lappone) ed una rilassante ciaspolata in mezzo ai boschi. La mattina successiva ci si sposta alle Lofoten, per passeggiare in alcuni dei tradizionali villaggi, tra cui il più famoso è Nusfjord, con le sue caratteristiche rorbuer (case tipiche) in perfetto stato di conservazione.

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L’ultimo giorno si prosegue con un’altra ciaspolata lungo la costa e la successiva visita al museo vichingo di Borg, per raggiungere infine la cittadina di Svolvær, capitale delle Lofoten.

I pernottamenti sono previsti in guesthouse o in tipici cottage lapponi, semplici ma accoglienti e confortevoli. Di solito si tratta di camerate comuni con 2 – 5 letti a castello, bagni comuni, docce con acqua calda e cucine equipaggiate. Durante il viaggio si è accompagnati da una guida naturalistica esperta in lingua inglese o spagnola (il tour operator è infatti di origini spagnole, sebbene ora abbia una sede anche in Italia), che farà anche da autista. Gli spostamenti avvengono mediante mini-bus da 9 posti, il gruppo è formato da un minimo di 5 ad un massimo di 8 persone.

I voli intercontinentali di andata sono previsti da Roma o Milano con arrivo a Evanes e rientro da Bodø. Il prezzo per il pacchetto, che comprende voli, escursioni e trasferimenti, pernottamenti e pasti, è di 1.595€ a persona. Le partenze sono previste da fine ottobre ai primi di marzo.

L’aurora boreale è visibile teoricamente in tutto questo periodo, ma tenete conto che è necessario godere di un cielo limpido e che sono preferibili i giorni a ridosso della luna nuova. A proposito di condizioni più favorevoli, inoltre, nel 2013 il sole si trova in un periodo di massima della sua attività, con tempeste magnetiche frequenti ed energetiche e con un conseguente aumento delle Aurore Boreali. Fino al 2015-2016 ci saranno quindi buone probabilità di vedere l’Aurora Boreale, mentre poi occorrerà aspettare l’arrivo del prossimo massimo, intorno al 2025.

Per ulteriori informazioni sul tour di Terre Polari: http://www.terrepolari.com/viaggio-90_la-magia-delle-aurore-boreali-alle-lofoten-5-giorni/?id=90#slide-2

PS. Come vi ho anticipato sopra, esistono molti altri luoghi dove potersi dedicare alla ricerca dell’aurora boreale. Se qualcuno volesse avvistarla nella vicina Svezia, qui potrà trovare una coppia di italiani ormai espatriata da qualche anno e che organizza frequenti escursioni a caccia dell’aurora boreale ad Abisko! Tra l’altro sono anche loro famosissimi blogger, potete dare un’occhiata alle loro avventure qui:  http://onewaytosweden.blogspot.it/

A questo punto non mi resta che augurarvi buona fortuna e…non abbiate paura del freddo!!

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Approfondimento : il Kimono giapponese

In questo post cercherò di fare un piccolo approfondimento sul kimono, l’abito tradizionale giapponese divenuto anche un simbolo di questo Paese.

La parola kimono vuol semplicemente dire “qualcosa (mono) da indossare (ki)”. Come succede sempre per qualsiasi capo di abbigliamento, non è facile tracciarne la storia nel tempo, dato che nel corso dei secoli il kimono si è continuamente trasformato (anche perchè questa parola indicava originariamente proprio qualsiasi tipo di abito!). E’ comunque sicuro che in origine esso fosse stato influenzato dall’abbigliamento tradizionale cinese, grazie alle ambasciate giapponesi presenti in Cina, e che la forma con cui lo conosciamo oggi risalga alla fine del XVIII secolo, durante l’epoca di Edo.

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I kimono tradizionali vengono realizzati utilizzando un singolo rotolo di stoffa chiamato tan largo circa trentacinque centimetri e lungo circa undici metri e mezzo. Il kimono finito consiste di quattro larghe strisce di tessuto (due pannelli che coprono il corpo e due che vanno a formare le maniche) più due piccole strisce per il colletto ed i risvolti del pannello frontale. I tessuti più usati per il loro confezionamento erano tradizionalmente  la seta ed il broccato, mentre oggi si trovano anche kimono di cotone, lino, poliestere ed altre fibre sintetiche.

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Forse non tutti sanno che anche gli uomini indossano il kimono, anche se in forme molto più semplici, con pochi colori e senza particolari decorazioni sul tessuto. I lottatori di sumo ad esempio sono spesso vestiti con questo abito tradizionale, più o meno formale a seconda degli accessori indossati, del tipo di tessuto e della presenza o meno dello stemma di famiglia (kamon).

Mentre i kimono maschili sono confezionati in diverse taglie, quelli femminili sono sostanzialmente di una sola taglia, e vengono adattati alle varie forme e dimensioni del corpo rimboccando o piegando opportunamente il tessuto. In compenso la varietà di stili, colori e decorazioni è davvero enorme! La scelta è dettata dall’età della donna, dal suo stato civile e dalla formalità dell’occasione.

Di seguito alcune delle principali tipologie (ma non sono tutte!):

  • Kurotomesode: completamente nero e decorato solo sotto la cintura, solitamente con cinque kamon dipinti su maniche, petto e schiena. E’ il tipo di kimono più formale e può essere indossato solo dalle donne sposate (spesso lo utilizzano le madri degli sposi ai matrimoni).
  • Furisode: il nome, che vuol dire “maniche svolazzanti”, rimanda alle lunghe maniche che in questo tipo di kimono possono arrivare ad oltre 1 metro. E’ di solito completamente decorato, molto formale e può essere indossato soltanto dalle ragazze nubili. I “furisode” sono in gran parte utilizzati nella cerimonia di passaggio alla maggiore età delle giovani (Seijin Shiki) e dalle parenti nubili degli sposi nei matrimoni.
  • Hōmongi: un kimono abbastanza formale, per occasioni eleganti, caratterizzato da decorazioni che si sviluppano oltre le spalle; viene indossato sia da donne nubili che sposate.
  • Komonindossato sia da donne sposate che da donne nubili, abbastanza informale e caratterizzato da un piccolo motivo decorativo ripetuto su tutta la superficie dell’abito.
  • Yukata: estremamente informale, sfoderato, generalmente in cotone, lino o canapa. E’ spesso indossato in estate in occasioni all’aperto da uomini e donne di ogni età, oppure alle terme, dove spesso viene offerto agli ospiti degli stabilimenti termali.
  Kurotomesode                                                                  Furisode

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Al kimono vengono sempre abbinati svariati tipi di accessori, tra cui i più famosi sono la cintura (obi), che può essere annodata in svariati modi anche piuttosto intricati, la sottoveste (hiyoku), l’eventuale soprabito (haori), che lo rende più formale, ed i tradizionali sandali con relativi tabi (calzini con la separazione per l’infradito).

Vista l’incredibile complessità nell’accostare i vari strati di tessuto, unirli e fissarli tra loro, avrete immaginato che è praticamente impossibile indossare un kimono da soli, senza l’aiuto di assistenti esperti.

Se pensate che questo tipo di abbigliamento sia ormai anacronistico, dovete ricredervi: in questi ultimi anni sta addirittura tornando alla ribalda e riscuotendo grande successo anche in Occidente, dove i più famosi stilisti si ispirano spesso a questo capo per le loro creazioni. E poi diciamolo, come al solito i giapponesi sanno perfettamente come mixare la tradizione alla modernità…guardate un po’ qui alcune delle creazioni più recenti…

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