Approfondimento: il Sari indiano

Il Sari – o più correttamente la Sari essendo nella lingua originaria un nome di genere femminile  – è il più famoso vestito tradizionale indiano. La sua presenza, seppur con le dovute differenze, è testimoniata fin da epoche antichissime, circa 5.000 anni fa. Nei secoli questo indumento ha subito svariati mutamenti nei disegni, nelle dimensioni e nello stile, fino ad arrivare ai giorni nostri in moltissime varianti di drappeggi, tessuti e tipo di lavorazione, che differiscono soprattutto tra le diverse Regioni delll’India.

Il Sari consiste in una striscia di stoffa (seta, cotone, sintetico o altro), solitamente lunga tra i 5 e gli 8 metri e larga tra il metro ed il metro e quaranta. Il metodo più noto per indossarlo (Stile Nivi) è avvolgere la stoffa intorno al punto vita per poi farla risalire lateralmente, appoggiandola sulla spalla, coprendo l’ombelico e lasciando scivolare la parte finale, detta pallu, sulla schiena. Sono comunque ufficialmente riconosciuti oltre 80 diversi modi di indossarlo. Ogni stile necessita di una diversa lunghezza di tessuto e quindi ogni Regione ha sviluppato una diversa tessitura in funzione delle misure tradizionalmente richieste. Le lunghezze maggiori sono poi riservate agli abiti più ricchi di lavorazioni, con bordure in oro e pallu a decorazione più elaborata.

Assieme al Sari, va acquistato anche un altro pezzo di tessuto uguale o in nuance, la Choli. Si tratta di una ridottissima blusa a bolero che funge da reggiseno e dovrebbe essere molto attillata al corpo, tanto da rendere consigliabile confezionarla su misura. Un altro accessorio importante è la Pavadai, una sottogonna di cotone, sempre in nuance, con chiusura a coulisse in vita: su di essa vanno fissate le pieghe del Sari, appena sotto l’ombelico.

Oltre al drappeggio, è ovviamente molto importante la scelta del tessuto, che varia in base all’occasione, riservando la seta ed il broccato alle situazioni più formali. Seppur ai giorni nostri le donne indiane scelgano il Sari in base ai loro gusti personali, la tradizione attribuisce un preciso significato anche al colore dell’abito:

  • il rosso è tipicamente il colore delle spose, essendo associato alla fertilità ed alla sensualità
  • il giallo è legato alla spiritualità, alla religione ed alla nascita e quindi viene tradizionalmente indossato anch’esso dalle spose o dalle donne che hanno partorito di recente
  • il bianco, colore del lutto in India, viene riservato ai riti funerari e alle vedove
  • il blu è tradizionalmente associato alle classi inferiori, dato che secondo gli Hindu il processo di fermentazione per ottenere questo pigmento era impuro e le caste più elevate si rifiutavano di utilizzarlo
  • il verde era molto popolare tra le donne musulmane

Immagine

Oltre al fascino indiscusso di questo indumento, che con i suoi colori sgargianti mette allegria al solo vederlo, il Sari in India viene incredibilmente utilizzato anche per una funzione “sanitaria” particolarmente insolita! Alcune donne hanno infatti iniziato ad utilizzare i loro sari di cotone, arrotolati più volte, per filtrare l’acqua dei fiumi prima di berla. Nel 2003 c’è stato perfino uno studio a riguardo, disposto dall’Università del Maryland: gli scienziati hanno dimostrato che piegare il sari almeno 8 volte permette di ridurre l’incidenza del colera fino a quasi il 50%! Insomma, una semplicissima ed ingegnosa filtrazione a costo zero!

Annunci

Giappone: un tuffo nel passato ed un salto nel futuro

Se dovessi immaginare un posto dove poter rivivere antiche atmosfere senza rinunciare alle comodità e agli agi dei giorni nostri, non esiterei a pensare al Giappone. Premetto che non sono mai stata in questo Paese, ma lo immagino perennemente in bilico tra tradizione e voglia di sperimentare: templi e grattacieli pieni di pannelli pubblicitari scintillanti,  kimono e cosplay, geishe e apparecchi elettronici di ultima generazione, shinkansen (treno superveloce) e giardini zen, manga e ciliegi in fiore.

Insomma, credo ci siano una miriade di ottimi motivi per visitare questo posto straordinario! Era persino una delle nostre mete papabili per il viaggio di nozze, scartato giusto alla fine perchè volevamo fare un viaggio più lungo ed impegnativo, che in futuro non saremmo più riusciti ad organizzare con le classiche ferie estive (e siamo finiti non a caso in Australia). Per avere una infarinatura generale del Giappone basta infatti un viaggio della durata di 7-10 giorni, i tour più lunghi sfiorano al massimo le 2 settimane.

La mia proposta di viaggio per visitare questo Paese è quella organizzata da HIS, un tour operatore giapponese con sedi a Milano e Roma. Questa compagnia si occupa sia di organizzare e gestire i soggiorni italiani di turisti giapponesi, che di proporre pacchetti viaggio e servizi per gli italiani che decidono di visitare il Giappone.

Tra le differenti proposte, vi segnalo il tour di gruppo “Cultura antica e fascino moderno”, della durata di 10 giorni/9 notti. Nella versione del programma “B” il viaggio parte da Tokyo, prosegue verso Hakone (celebre per i panorami del Monte Fuji e le sorgenti termali), Tanayama (una cittadina tradizionale di montagna) e Shirakawa-go (villaggio storico patrimonio dell’umanità UNESCO) per concludersi con la visita di Kanazawa, Kyoto e Nara, 3 città ancora immerse nella tradizione e che conservano il fascino del Giappone feudale.

Il tour prevede partenze fissate all’incirca ogni 2 settimane per tutto l’anno, i gruppi sono composti da massimo 16 persone e le escursioni/visite sono accompagnate da una guida in lingua italiana.

Il prezzo, volo escluso, parte da 2.829€ a persona in camera doppia.

Per chi non gradisse particolarmente i viaggi di gruppo e volesse visitare il Paese in completa libertà, ricordo che c’è un comodissimo Japan Rail Pass, che permette agli stranieri di scorrazzare su e giù per il Giappone utilizzando i loro treni superefficienti. Il pass ha validità 7, 14 o 21 giorni al costo di rispettivamente 207€, 330€ e 423€ per adulto in seconda classe. Esistono inoltre pass ridotti limitati ad alcune Regioni.  I pass si acquistano presso gli uffici HIS di Roma o Milano o comodamente on-line tramite carta di credito.

Per informazioni e prenotazioni: booking@hisitaly.com e sito internet 

Ufficio di Roma: roma@his-italy.net, 06/484591

Ufficio di Milano: milano@his-italy.net, 02/87398983

Contatti:

hoyoyoyo81@gmail.com

Disclaimer:

I contenuti del presente Blog hanno scopo puramente informativo e non rappresentano in alcun modo un'offerta di vendita o un consiglio di acquisto. L'autrice del blog non è legata, nè in alcun modo responsabile, dell'operato e dei servizi offerti dagli operatori turistici e dalle aziende citate. Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono liberamente tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, siete pregati di comunicarlo via email ed essi saranno immediatamente rimossi. Allo stesso modo, saranno interamente rimossi eventuali post con proposte di itinerario legate a particolari operatori turistici, su esplicita richiesta degli stessi se non graditi per qualsiasi motivo. L'autrice del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link, né del loro contenuto, che può essere soggetto a variazioni nel tempo.

Disclaimer

The contents of this blog are for informational purposes only and do not in any way constitute an offer or a recommendation to purchase. The author of the blog is not connected, nor in any way responsible of the services provided by the mentioned tour operators and companies . Some of the texts or images contained in this blog are freely taken from the net and thus considered as public information. If their publication violate any copyrights, please notify me via email and they will be promptly removed. The owner of this blog makes no representations as to the accuracy or completeness of any information on this site or found by following any link on this site.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: